Stop Crimini di Natura
La vita selvatica è sotto attacco: bracconaggio, avvelenamenti, disboscamento, incendi, pesca e traffici illegali. Migliaia di animali uccisi o feriti ogni anno, piante saccheggiate. Con la tua firma chiediamo un piano nazionale efficace: più controlli, risorse ai CRAS, sanzioni dissuasive e migliore coordinamento con forze dell’ordine e magistratura.
Firma per fermare i crimini di natura
Un fenomeno nascosto
In Italia ogni anno migliaia di animali selvatici sono vittime di crimini che restano in larga parte sommersi:
- fucilate;
- avvelenamenti;
- trappole;
- furto di uova e pulcini;
- pesca illegale;
- traffici;
- uso di strumenti non consentiti come i richiami elettronici.
I Centri di Recupero gestiti dal WWF e altre associazioni registrano numeri crescenti di animali feriti o uccisi: un segnale preciso dell’impatto reale dei crimini di natura. A ciò si aggiungono i tagli boschivi illegali, gli incendi, il prelievo di piante rare come le orchidee.
Questi atti, che spesso coinvolgono organizzazioni criminali, non solo mettono in pericolo specie protette, ma minano l’intero equilibrio degli ecosistemi, con impatti sulla salute, la sicurezza e l’economia, rappresentando quindi crimini contro la collettività e le future generazioni.
La tua firma ci dà maggiore forza per chiedere interventi immediati, seri ed efficaci: FIRMA ORA.
Perché ci riguarda
I crimini di natura non colpiscono solo la vita selvatica: colpiscono noi, direttamente. Ogni rapace ucciso, ogni lupo avvelenato, ogni specie trafugata sottrae biodiversità, sicurezza, salute, servizi ecosistemici essenziali alla nostra vita.
L’Italia ha una forte responsabilità poiché è un hotspot europeo per il bracconaggio e un crocevia delle rotte dei traffici illegali. Contrastare questi crimini significa tutelare la salute degli ecosistemi, di noi stessi e del nostro futuro comune.
Aiutaci a fare pressione: FIRMA LA PETIZIONE.
Cosa può fare lo stato
Per fermare davvero i crimini di natura servono strumenti adeguati ma da troppo tempo lo Stato non investe in questo settore. Chiediamo un Piano Nazionale che:
- potenzi i controlli sul territorio,
- rafforzi i reparti specializzati delle forze dell’ordine,
- sostenga i CRAS
- migliori la raccolta dati, anche attraverso una mappatura ufficiale nazionale basata sui ricoveri e segnalazioni (tra cui quelli forniti dai CRAS).
Servono pene più efficaci, niente sconti per chi uccide specie protette, maggiore coordinamento tra Procure, Ministeri, Regioni e associazioni impegnate nella tutela della fauna.
Con la tua firma possiamo chiedere con forza che la tutela della biodiversità diventi una priorità politica reale: FIRMA ORA.
Cosa chiediamo
Chiediamo un Piano Nazionale contro i Crimini di Natura, con l’obiettivo di:
- Investimenti in personale e mezzi per rafforzare i controlli e i reparti specializzati nel contrasto ai crimini di natura;
- Finanziare stabilmente i CRAS Creare un sistema nazionale di monitoraggio dei crimini contro fauna, flora e habitat.
- Rendere le sanzioni efficaci e dissuasive, proporzionandole al danno arrecato alla natura e agli illeciti profitti ottenuti dai criminali
Domande frequenti
Cosa sono i crimini di natura?
I crimini di natura sono illeciti commessi contro fauna e flora selvatiche e includono bracconaggio, traffico di specie protette, pesca illegale, avvelenamenti, incendi dolosi, tagli boschivi illegali e altre attività che danneggiano gravemente gli ecosistemi. Questi crimini sono in forte crescita e spesso legati a reti criminali organizzate: minacciano migliaia di specie, aggravano la crisi climatica, riducono risorse essenziali e compromettono la sicurezza delle comunità. Riconoscerli e denunciarli è essenziale per difendere biodiversità, territorio e salute collettiva.
Perché il traffico di specie protette è considerato un crimine così grave?
Il traffico di specie protette è uno dei mercati criminali più redditizi al mondo, con un valore stimato di oltre 20–23 miliardi di dollari l’anno, e coinvolge migliaia di animali e piante sottratti ai loro ecosistemi naturali. Questo commercio illegale alimenta reti criminali internazionali, accelera l’estinzione di specie già minacciate e mette a rischio la stabilità di interi ecosistemi minacciando così anche la salute umana. L’Italia è particolarmente esposta perché rappresenta un punto di transito strategico nelle rotte globali del wildlife trafficking, con sequestri ricorrenti di animali esotici e parti di specie protette. Fermare questo fenomeno significa proteggere biodiversità, legalità e sicurezza.
Perché il bracconaggio e il traffico illegale di specie sono così diffusi in Italia e quali sono quelle più colpite?
Il bracconaggio in Italia è diffuso perché il Paese si trova lungo alcune delle principali rotte migratorie europee e ospita un’elevata biodiversità che attira attività illegali organizzate e altamente redditizie. Ogni anno vengono colpiti soprattutto uccelli migratori, rapaci, passeriformi oltre a lupi e ungulati, con milioni di animali coinvolti nella caccia di frodo e in traffici illegali. Le aree più critiche coincidono con zone di passaggio di rapaci e migratori, dove il prelievo illegale è spesso collegato a economie criminali strutturate. I crimini di natura colpiscono anche le specie marine: corallo rosso, datteri di mare, cetrioli di mare, ricci di mare sono le principali specie vittime mentre specie come la verdesca sono spesso coinvolte in casi di frode alimentare. Il traffico di specie protette rappresenta inoltre uno uno dei business criminali più redditizi al mondo, alimentando reti internazionali che prosperano su corruzione, impunità e debolezza istituzionale. Contrastare questi fenomeni significa proteggere specie simbolo e preservare l’equilibrio degli ecosistemi italiani e la nostra salute.
La mia firma cosa può cambiare?
Serve a chiedere un intervento politico nazionale, con misure concrete e finanziamenti adeguati, per fermare un fenomeno che danneggia l’ambiente e la collettività. Una richiesta supportata da migliaia di persone.